Il Puledro

Il Puledro

Come ben si sa, il puledro non è altro che il cucciolo del cavallo che, dopo una gestazione di 11 mesi, viene alla luce già forte e perfettamente formato.

Per natura, le cavalle partoriscono un solo puledro per volta e rarissimi sono i casi in cui una cavalla possa dare alla luce due puledri sani; nella maggior parte di questi casi però, uno o entrambe i puledri finiscono per non farcela e, addirittura, assieme a loro potrebbe morire anche la madre.

Come per tutti gli animali preda, anche la nascita del piccolo puledro è piuttosto rapida ed avviene, solitamente, durante le ore notturne.

Una curiosità riguardo la nascita del puledro deriva da una voce che circola tra gli allevatori più anziani: si dice infatti che la madre sia in grado di ritardare il parto fino a quando non sarà sola; questo perché, sempre secondo questa diceria, le cavalle non amerebbero la presenza degli umani o di altri cavalli durante il parto.

Ovviamente, molti esperti potrebbero ampiamente smentire questa voce; è invece innegabile la fama dei puledri appena nati riguardo la celerità con cui imparano a camminare sulle proprie gambe: nell'arco di poche ore dalla nascita, i piccoli trotterellano già sulle lunghe zampe e sono pronti per la prima, importantissima poppata.

Con questa prima poppata, il piccolo puledro riceve infatti tutte le difese immunitarie della madre contenute nel colostro (un liquido giallo e sieroso simile al latte) che lo proteggeranno nei primi mesi di vita e lo aiuteranno a crescere sano e forte.

La madre intanto lo pulirà e lo annuserà, assimilando così le informazioni riguardo l'odore che le permetteranno di riconoscere il suo puledro tra tutti gli altri.
Subito dopo, involontariamente, il puledro ci fornisce i primi dati sul suo stato di salute: un piccolo sano e vitale infatti,  sarà già pronto ad esibirsi un piccole corse, impennate e gioiosi calci all'aria.

Altri indizi sul suo stato di salute derivano ovviamente dal suo aspetto fisico: gambe forti, lunghe e robuste, zoccoli ben posizionati e dei buoni appiombi (anteriori e posteriori) sono elementi essenziali e rassicuranti, nonché indicatori di un buon soggetto.

Un ulteriore e fondamentale conferma sul suo stato di salute arriverà poi dal veterinario che ne ha seguito i mesi precedenti la nascita.

Ogni spostamento del puledro sarà ovviamente seguito dall'occhio vigile della madre che lo seguirà da vicino e lo accudirà per i primi sei mesi di vita.

Attorno ai sei mesi di vita, infatti, ha normalmente inizio lo svezzamento del puledro; un'eccezione è però costituita dai cavalli che vivono allo stato brado: per questi fortunati puledri, il periodo di allattamento può addirittura coprire tutto il primo anno del piccolo.

Dal momento in cui il puledro viene svezzato, esso, anche se per un po' continuerà a cercare la compagnia della madre, sarà completamente autonomo ed in grado di provvedere a sé stesso.

Durante i mesi passati con la madre, infatti, questa gli avrà trasmesso tutte le informazioni necessarie alla sopravvivenza come, ad esempio, le erbe più buone o quelle nocive, il comportamento da tenere con gli altri cavalli ed il rapporto tra cavallo e uomo.

Ma lo sviluppo del nostro puledro non si fermerà certamente qui: il piccolo infatti deve ancora crescere e perdere tutti gli elementi tipici dei cuccioli come i denti ed il pelo. La crescita ossea del puledro si ritiene completa all'età di 3 anni, per cui, in teoria, il cucciolone non dovrebbe più crescere in altezza, ovviamente questo è un dato indicativo che può variare da soggetto a soggetto. 

Riguardo il pelo, invece, quello che il puledrino ha al momento della nascita, soffice e lanoso, solitamente riccioluto anche nella coda, viene definito volgarmente 'pelo matto' e, nella crescita, viene man mano sostituito dal pelo da adulto e dai crini, nel caso della coda e della criniera.

I primi denti invece, quelli da latte, sorgono dopo la nascita, e vengono man mano sostituiti dai denti permanenti.

Il processo di crescita dei denti permanenti si completa all'età di 5 anni e conterà, in totale, di 40 denti per i maschi e 36 per le femmine che sono sprovviste dei cosiddetti 'scaglioni'.

Non a caso, il cavallo viene definito puledro proprio fino a questa età: al compimento dei 5 anni, il puledro infatti diventa cavallo a tutti gli effetti.

Per il puledro, che nei primi giorni di vita è strenuamente legato alla sua mamma, arriva poi il momento del contatto con gli esseri umani ed il rapporto che si instaura in questa fase iniziale è determinante per lo sviluppo sereno del cavallo ed in prospettiva per il rapporto che tesserà con le persone con le persone che lo cavalcano.

Per prima cosa bisogna conquistare la fiducia della cavalla, offrendole coccole, in modo da premiarla per lo sforzo compiuto e dimostrarle le ottime intenzioni verso il suo piccolo.

Una volta superata completamente l'istintiva diffidenza del puledro verso l'uomo si può iniziare con la doma, nel corso della quale il piccolo cavallo impara a rispondere agli stimoli fisici e visivi che provengono dal suo addestratore.

Durante la doma si tratta di trovare un linguaggio comune con il puledro che arricchisce entrambi le parti coinvolte, trattandosi di uno scambio piuttosto che di un'imposizione, la quale potrebbe scatenare reazioni indesiderate da parte del cavallo e comportamenti difficili da correggere in futuro.